Introduzione: che forme ha la Terra?
Dipende da dove la guardiamo, se ad esempio la guardiamo attraverso un satellite ci accorgiamo che è caratterizzata da acqua e terre emerse.
Introduzione: a cosa fa riferimento la forma della terra?
Forma della terra: risultato dell’interazione (o equilibrio) fra i vari processi che agiscono sulla e sotto la superficie terrestre.
Introduzione: quali sono gli ambiti delle terre emerse?
Nel caso delle terre emerse, in ogni continente troviamo tre ambiti:
– Catene montuose;
– Colline;
– Pianure.
Introduzione: cosa permette di distinguere i tre ambiti delle terre emerse?
Ciò che permette di distinguere i tre ambiti (catene montuose, colline e pianure):
– Dislivelli (o rilievo terrestre) rispetto al livello del mare (o livello 0) quindi in base alla quota (o elevazione).
*Dislivello = differenza di quota tra due punti (es. tra la cima di una montagna e una valle).
Quota = altezza di un punto rispetto al livello del mare.
Esempio: la pianura somiglia ad un altopiano dal punto di vista morfologico (laddove la differenza tra l’altopiano e la pianura è la quota).
Esempio: zona alta (quote elevate, dislivelli minori) – Altopiano delle Pale di San Martino (Dolomiti, circa 2500–2700 m s.l.m.)
In alta montagna (cioè a quote elevate), spesso le superfici sono più spianate o meno incise (es. altopiani d’alta quota, vette dolciate dall’erosione glaciale), quindi i dislivelli locali tra una cresta e una sella vicina possono essere minori.
Altro esempio: zona bassa (quote più basse, dislivelli maggiori) – Val Canali (che scende fino a circa 1000–1200 m s.l.m.)
A quote più basse, come nelle valli o nei fondovalle, spesso si concentrano i processi erosivi (fiumi, frane, ecc.), che incidono di più il paesaggio e possono creare dislivelli maggiori in brevi distanze (es. pareti rocciose, gole, terrazzi fluviali).
A volte possiamo avere una differenza netta di dislivello (es. da 400 m a 1000 m) lungo uno stesso versante (o fianco di montagna).
Introduzione: cosa permette di distinguere i tre ambiti delle terre emerse?

Al variare del rilievo → variano anche i processi esogeni (agenti esterni come acqua, ghiaccio, vento, gravità) che agiscono sulla superficie terrestre, questi processi determinano le forme attuali del paesaggio e sono il risultato sia di fenomeni passati sia di quelli ancora attivi oggi → di conseguenza, anche le caratteristiche morfologiche di un pendio (come pendenza, incisione, regolarità) dipendono dalla storia geomorfologica del luogo.
Esempio: due pendii con lo stesso rilievo possono presentare forme diverse, perché sono stati modellati da processi differenti (come frane, erosione fluviale, crioclastismo, ecc.).
Introduzione: a cosa fa riferimento il processo morfogenetico?
Processo morfogenetico: fenomeno, o una serie di fenomeni che modificano la superficie terrestre, ovvero creano le forme della terra.
Introduzione: quali sono le tipologie di processi morfogenetici?
– Processi endogeni: processi che avvengono all’interno della superficie terrestre, e costruiscono il rilievo attraverso la dinamica endogena (cambiamenti continui dovuti da energia termica e tettonica).
Esempi: terremoto, eruzione vulcanica, sollevamento della crosta terrestre (formazione delle Alpi).
– Processi esogeni (o processi geomorfici): processi che avvengono all’esterno della superficie terrestre, e modellano e consumano il rilievo attraverso la dinamica esogena (cambiamenti continui dovuti da agenti atmosferici).
Esempi: erosione di un fiume, formazione di una valle, caduta massi da una montagna, ghiacciaio che scava una conca.
Introduzione: qual è la relazione tra processi esogeni e processi endogeni?
Esempio di relazione tra processi esogeni e processi endogeni: Vesuvio / Monte Somma
Il Vesuvio ha una forma liscia perché è giovane e ancora attivo: la dinamica endogena è più veloce di quella esogena.
Il Monte Somma è più vecchio e inattivo: ha subito più erosione, quindi la sua superficie è più irregolare → qui i processi esogeni hanno avuto più tempo per agire.
Più sono veloci i processi esogeni → più rapidamente una forma creata da processi endogeni viene modificata (quindi i processi endogeni si notano di meno).
Esempio: lato Vesuvio.
Più sono lenti i processi esogeni → più lentamente una forma creata da processi endogeni viene modificata (quindi i processi endogeni si notano di più).
Esempio: lato Monte-Somma.
Quindi a prescindere dei processi endogeni, i processi esogeni sono in grado di creare delle forme proprie.
Introduzione: quali sono le tipologie di processi esogeni?
– Erosione
– Trasporto
– Sedimentazione
Introduzione: a cosa fa riferimento l’erosione?
Erosione: trasportare volumi di rocce attraverso il vento ma principalmente attraverso l’acqua (acqua in movimento – acque di ruscellamento, acque di mare), ghiacciai.
Come fa l’acqua o un ghiacciaio a spostare i volumi di rocce?
In presenza di una superficie inclinata:
1. L’acqua o il ghiacciaio fornisce energia cinetica (velocità e pressione) e oppone forza di gravità sui materiali.
2. Quando l’energia supera la coesione interna (forza che tiene unite le particelle di un materiale), l’acqua o il ghiacciaio li stacca, li solleva leggermente o li fa rotolare.
3. Anche piccoli urti ripetuti (abrasione) possono progressivamente staccare pezzi più grandi.
Fattori intrinseci dei processi esogeni (erosione):
– Composizione di una roccia: alcuni tipi di rocce possono essere più suscettibili di altre all’azione di processi simili.
– Tipo di ambiente.
Introduzione: a cosa fanno riferimento le frane?
Frane: processo che è una conseguenza di precipitazioni intense su rocce che hanno una certa composizione.
Esempio:
| Tipo di roccia | Forma del rilievo | Stabilità | Frane |
| Rocce dure (rocce impermeabili – es. granito, basalto) | Pareti ripide | Più stabile | Frane meno frequenti ma più grandi |
| Rocce morbide (rocce permeabili – es. argille, marne) | Pendii dolci o instabili | Meno stabile | Frane frequenti, spesso superficiali |
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