Morfoevoluzione

Morfoevoluzione: cos’è?

Morfoevoluzione: studio della forma del territorio negli ultimi 2 milioni di anni (Quaternario)) → sia i processi endogeni e sia i processi esogeni non sono comparabili con quelli di tanti anni fa: se i processi esogeni sono condizionati dal clima ed i processi esogeni creano forme → clima diverso nella stessa zona → processi esogeni diversi → diverse forme create negli stessi posti (relitti morfoclimatici – es. ambienti montani).

Quali sono le tipologie di forme morfoclimatiche?

– Forme attive (Olocene – 11 mila anni fa fino ad oggi): forme che vengono modellate in modo frequente.

– Forme inattive: forme modellate in passato (con scenario climatico non tanto diverso rispetto a quello attuale) che attualmente risultano inattive, ma possono riattivarsi nel momento in cui ci sono fenomeni catastrofici.

– Forme relitte: forme residue di conseguenze del passato (con scenario climatico diverso rispetto a quello attuale). Tali forme possono riattivarsi nel momento in cui tornano le condizioni climatiche del passato.

Morfoevoluzione: quali sono i periodi di maggiore interesse?

EpocaEtàEtà numerica
Olocene 11 mila anni fa – attuale
PleistoceneInferiore126 mila anni fa – 11 mila anni fa
 Medio781 mila anni fa – 126 mila anni fa
 Superiore1,8 milioni anni fa – 781 mila anni fa

Morfoevoluzione: quali sono le evidenze delle variazioni climatiche avvenute durante il Quaternario?

– Indicatori geomorfologici (ghiacciai)

Esempio:

1. Mappa in alto: situazione attuale

– Mostra la distribuzione attuale delle calotte glaciali, che:

Coprono circa il 10% della superficie terrestre.

Sono presenti soprattutto in Groenlandia e in Antartide.

Sono visibili anche in zone montuose: Alpi, Ande, Himalaya, Montagne Rocciose canadesi.

2. Mappa in basso: Last Glacial Maximum (circa 18.000–20.000 anni fa)

– Mostra l’estensione massima delle calotte glaciali durante l’ultimo massimo glaciale.

Ghiacci molto più estesi nell’America Settentrionale, Europa settentrionale e parte dell’Asia.

Molte zone attualmente libere dai ghiacci erano completamente ricoperte da spesse calotte glaciali.

Questo indica un clima molto più freddo di quello attuale.

PeriodoTipo di cambiamentoCausaValutazione
Circa 20.000 anni fa → oggiFine della glaciazioneNaturale (orbite terrestri, cicli di Milanković)Né miglioramento né peggioramento: è un ciclo
Ultimi 150 anniRitiro accelerato dei ghiacciaiAntropica (attività umana)Peggioramento: cambiamento troppo rapido e dannoso

Morfoevoluzione: a cosa fanno riferimento i Cicli di Milankovich?

Cicli di Milankovich: negli ultimi 800 mila anni tra fasi glaciali (fase fredda) ed interglaciali (fase calda – clima che somigliava all’attuale clima della Terra) passa un periodo di circa 100 mila anni (durante il Pleistocene).

Le fluttuazioni costruite sperimentalmente sono indicate attraverso quelli che vengono chiamati indicatori paleoclimatici (market che permettono di capire che il clima in una determinata zona del passato era diverso dal presente).

Esempio: indicatori fossiliferi di tipo faunistico (distribuzione di specie animali (migrazioni) correlata alle temperature).

“Ospiti caldi” ed “ospiti freddi” nell’area mediterranea; foraminiferi “freddi”; distribuzione dei mammiferi e dell’associazione dei mammiferi.

Esempio: indicatori fossiliferi di tipo floristico (distribuzione di specie vegetali correlata a temperatura ed umidità)

Pollini.

Esempio: indicatori isotopici (composizione dell’acqua marina correlata a temperatura; composizione dell’atmosfera correlata a temperatura)

Delta-Ossigeno O18 su carote di sedimenti marini (gusci di foraminiferi).

Delta-Ossigeno O18 su carote dei ghiacciai antichi.

Pale atmosferiche (quote d’aria bloccate nel ghiaccio).

Morfoevoluzione: quali sono le fasi dei Cicli di Milankovich?

– Inizio del Pleistocene (1 milione e 800 mila anni fa) fino al Pleistocene medio: periodo freddo.

– Dal Pleistocene medio (800 mila anni fa) aumenta l’ampiezza e diminuisce la frequenza delle fluttuazioni climatiche (variazioni tra temperature calde e temperature fredde) → glaciazioni (variazioni dei volumi dei ghiacci).

– Periodo attuale: periodo post-interglaciale.

Quindi:

– Inizio del Pleistocene (1 milione e 800 mila) fino al Pleistocene medio: minore estensione dei ghiacciai e basso livello del mare.

– Dal Pleistocene medio (800 mila anni fa) aumenta l’estensione dei ghiacciai e alto livello del mare.

Morfoevoluzione: cosa indica questo grafico dei Cicli di Milankovich?

Parte verde (20.000 – 0 anni fa): ricostruzione paleoclimatica

1. 20.000 anni fa: fine del massimo glaciale

– Le temperature erano molto più basse rispetto a oggi (circa -5 °C).

– Ghiacci estesi su gran parte dell’emisfero nord.

2. Dryas superiore (circa 12.000 anni fa)

– Periodo freddo e secco durante il passaggio tra glaciazione e interglaciale.

– Ritorno temporaneo del freddo prima del vero riscaldamento.

3. Optimum climatico olocenico (circa 8.000–6.000 anni fa)

– Periodo più caldo dell’Olocene, favorito da particolari condizioni astronomiche (inclinazione e posizione dell’orbita terrestre).

– Sviluppo dell’agricoltura in Mesopotamia.

4. Caldo medievale (circa 1000 d.C.)

– Periodo con temperature relativamente alte, che permisero insediamenti in Groenlandia e coltivazioni in alta quota in Europa.

– Piccola era glaciale (1450–1850 circa)

– Periodo più freddo in Europa, con inverni rigidi, avanzamenti glaciali, carestie.

– Evidenziata nel grafico come un calo della temperatura.

    5. Parte gialla (proiezione futura)

    – 21° secolo: aumento rapido della temperatura

    – Il tratto in salita mostra un riscaldamento molto accelerato, soprattutto dopo il 1940.

    – Secondo l’IPCC (2001), si prevede un aumento di +2–3 °C entro fine secolo → scenario preoccupante.

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