Introduzione

Introduzione: cosa indica il termine “Ecologia”?

Oikos: casa, intesa come habitat.

Logos: discorso, studio.

<<L’ecologia include gli organismi che abitano nella casa e i processi che concorrono a renderla abitabile.>> (Odum & Barrett, 2005)

Introduzione: a cosa fanno riferimento i livelli di organizzazione?

La gerarchia dei livelli di organizzazione ci indica l’interazione tra l’organismo vivente e l’ambiente circostante.

Ci indica l’interazione tra componenti biotiche (geni, cellule, organi, organismi, popolazioni, comunità) e componenti abiotiche (materia ed energia) nel definire i biosistemi (sistemi genetici, sistemi cellulari, sistemi di organi, sistemi di organismi, sistemi di popolazioni, sistemi di comunità (ecosistemi)).

Introduzione: cosa è presente tra i livelli di organizzazione?

All’interno della gerarchia dei livelli di organizzazione sono presenti: flussi di energia, flussi di materia, processi di evoluzione, processi di sviluppo e processi di regolazione.

E siccome c’è un interscambio tra componenti biotiche e componenti abiotiche (ovvero le componenti biotiche possono influenzare le componenti abiotiche e viceversa): comportamento, diversità ed integrazione.

Introduzione: quali sono le componenti dei livelli di organizzazione?

– Popolazione: gruppo di individui di qualunque specie.

– Comunità: popolazioni che occupano un areale.

– Ecosistema: interazione tra comunità e componenti abiotiche.

– Paesaggio: a livello territoriale sono presenti insieme di cose diverse, composta da ecosistemi della stessa tipologia che interagiscono (attraverso flussi di energia, flussi di materia, processi di evoluzione, processi di sviluppo e processi di regolazione, comportamento, diversità ed integrazione).

– Bioma: insieme di paesaggi classificati in base al tipo di vegetazione.

– Ecosfera: maggiore sistema biologico che comprende tutti gli organismi viventi.

Introduzione: qual è la storia del concetto di paesaggio?

1. Primo concetto di paesaggio (definizione antropica) = luogo di vita degli uomini.

2. Concetto “pittorico” = paesaggio come “vista d’insieme”.

3. Concetto naturalistico = paesaggio come lo spazio occupato dalla natura.

4. Concetto di landscape = diverse parti che possono coesistere tra loro (mettere in risalto il rapporto tra uomo e natura).

5. Concetto di “veduta” = primo concetto di scala temporale → evoluzione del paesaggio.

6. Concetto di Carl Troll (1939): concetto approfondito attraverso rilievi con foto aeree = paesaggio come livello superiore rispetto agli ecosistemi.

7. Concetto di gerarchia (1982, Allen e Starr Bell) = paesaggio come sistema gerarchico + fondazione della prima società di Ecologia del paesaggio.

8. Concetto di disturbo (1985) = paesaggio influenzato dalla presenza di disturbo, ovvero fenomeno esterno (naturale come un incendio o antropico come l’antropizzazione) che indirettamente o direttamente va ad alterare quelle che sono la struttura e le funzioni di un ecosistema.

*Struttura di un ecosistema:

Riguarda “chi c’è” e “com’è organizzato” l’ecosistema.

Comprende: 

– Componenti abiotiche: suolo, acqua, luce, temperatura, ecc.

– Componenti biotiche: piante, animali, microrganismi, ecc.

– Relazioni spaziali: come sono distribuite le specie e le risorse nello spazio.

– Livelli trofici: produttori (es. piante), consumatori (es. erbivori e carnivori), decompositori (es. batteri, funghi).

**Funzioni di un ecosistema:

Riguardano “cosa fa” l’ecosistema, cioè i processi che avvengono al suo interno.

Comprendono:

– Ciclo dei nutrienti (es. ciclo dell’azoto, del carbonio).

– Flusso di energia (dalla luce solare ai produttori e poi lungo la catena alimentare).

– Regolazione climatica, filtraggio dell’acqua, impollinazione, ecc.

– Risposte dinamiche ai cambiamenti, come rigenerazione dopo un disturbo.

9. Concetto di Odum = Paesaggio interposto tra Ecosistema e Bioma.

Quello che avviene in un ecosistema lo ritroviamo anche per il paesaggio: ciò avviene attraverso l’entrata di energia unidirezionale → questa energia verrà convertita dagli organismi autoctoni.

*Attraverso il flusso di energia e materia si va da ecosistemi più semplici ad ecosistemi più complessi.

**Attraverso lo scambio di flussi di energia e materia → il paesaggio può essere eterogeneo, frammentato, connesso e sconnesso

10. Concetto di paesaggio culturale

Il paesaggio culturale è il risultato dell’interazione tra uomo e natura nel tempo.

Rappresenta:

– l’evoluzione di una società e del suo insediamento,

– influenzata da fattori naturali, culturali, economici e sociali.

La protezione di questi paesaggi può aiutare:

– a promuovere un uso sostenibile del territorio,

– e a conservare la biodiversità.

Esempi: Parco del Cilento e Vallo di Diano, Costiera Amalfitana, Val d’Orcia, Ville e giardini medicei in Toscana, paesaggi vitivinicoli in Piemonte, Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, Portovenere, Cinque Terre, e isole (Palmaria, Tino e Tinetto).

Introduzione: quali sono le proprietà del paesaggio?

– Diversità: indica quanto un paesaggio è vario in termini di elementi (es. habitat, coperture del suolo, usi del territorio) → se è eterogeneo, ha molti tipi diversi di elementi; se è omogeneo, è più uniforme.

– Connettività: misura il grado di interazione o collegamento tra le diverse parti del paesaggio (es. corridoi ecologici, passaggi faunistici) → può essere strutturale (es. vicinanza fisica) o funzionale (es. spostamento di specie o flussi ecologici).

– Contiguità: rappresenta il grado di adiacenza o continuità spaziale tra gli elementi simili del paesaggio (es. quanto sono uniti tra loro i frammenti di foresta) → paesaggi con alta contiguità hanno elementi simili molto vicini tra loro, senza interruzioni.

Introduzione: quali sono i fattori che incidono sulla proprietà del paesaggio?

– Diverse scale spaziali-temporali

– Diversa scala percettiva

Esempio: brughiera di mirtillo

Per l’uomo, la brughiera (ambiente con cespugli e piccoli arbusti) appare come un paesaggio omogeneo, cioè tutto simile e uniforme.

Per una farfalla, invece, lo stesso luogo appare come un mosaico: tante piccole “zone” diverse, fatte di: piantine erbacee, fiori (da cui prendere nettare), cespugli, foglie, rifugi…

– Diversa scala di osservazione

Esempio: volpe (Vulpes vulpes)

Quando cerca cibo:

Il paesaggio le appare a “grana fine”, cioè ricco di piccoli dettagli.

Vede il territorio come un mosaico di piccole aree: zone con cibo e zone di non-cibo (es. piccoli roditori sì / sassi o fango no) → La percezione è dettagliata e ad alta risoluzione.

Durante la riproduzione (accoppiamenti):

Il paesaggio le appare a “grana grossolana”, cioè meno dettagliato ma più ampio.

Si orienta seguendo grandi segnali come le tracce odorose di potenziali partner → Il paesaggio è visto su scala più ampia, con meno dettagli locali ma con macro-aree da esplorare.

– Interazione tra uomo-natura: fattori antropici influenzano il paesaggio ma anche il paesaggio influenza i fattori antropici.

Esempio: terrazzamenti.

L’uomo interviene sul paesaggio naturale collinare o montano per coltivare → crea i terrazzamenti, cioè superfici pianeggianti a gradoni.

Questo modifica la morfologia naturale del terreno (fattore antropico).

Però è anche il paesaggio naturale iniziale (pendenza, suolo, piovosità) a spingere l’uomo a trovare questa soluzione → quindi è il paesaggio che influenza l’intervento umano.

*Maggiore biodiversità → maggiore complessità di un ecosistema → maggiore mitigazione dei fattori di disturbo.

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